Juventus, Moggi:” Questa Juve mi piace”

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lunedì, 27th dicembre, 2010

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di “Stile Juventus”, programma che va in onda su Nuova Spazio Radio di Roma:

Direttore, la vicenda Calciopoli si sta evolvendo bene…
“Mi sembra che tutto quello che hanno detto non sia poi coerente con la realtà che è emersa. Evidentemente hanno fatto quello che volevano ed è una cosa molto antipatica”.

Le piace la nuova Juve vista in questi mesi?
“Mi sembra che stia facendo un bel campionato. E’ da apprezzare sicuramente. E’ una squadra che magari non trova le grosse ambizioni, ma che combatte fino all’ultimo, che ci mette tutto quello che ha per vincere. Il campionato è lungo è c’è possibilità di migliorarla, quindi meglio di così…E’ proprio per capire che morto un Papa se ne fa un altro: la Juventus non ha assolutamente bisogno di Moggi”.

Gli juventini non sono d’accordo. Sono convinti che Moggi come Direttore sia ancora il più grande di tutti. E quindi vorrebbero riaverla…
“Intanto adesso pensiamo al presente…La Juventus è sempre stata il mio pensiero. Mi auguro che faccia bene anche senza di me. Non è che io sono infallibile. Lavoro, lavoro, cerco di fare la squadra nel migliore dei modi. Mi era riuscito abbastanza bene, ma me l’hanno fatta cadere dalla mano. Evidentemente era stata fatta troppo bene, impauriva tutti”.
Secondo Lei alla Juve manca questa benedetta punta?
“Mah…io credo non ci manca proprio niente. Le prime tre del campionato saranno sicuramente Milan, Inter e Roma. E quindi nella lotta per il quarto posto credo che la Juventus sia sufficientemente dotata per arrivare prima di Lazio e Napoli. Anche se è difficile: non è certo rafforzando l’attacco…”.

Non vede una Juve protagonista nella lotta per lo scudetto?
“No”.

Che cosa manca?
“Manca la qualità, mancano gli uomini, quelli che quando stai perdendo una partita sanno raddrizzarla; mancano i capitani delle Nazionali che avevamo noi. Perchè noi avevamo tutti capitani delle Nazionali, quindi uomini di grande esperienza e di classe. Mancano queste cose, però è stata messa su una squadra agonistica che secondo me sta dando buoni risultati”.

Il colpo migliore è stato quello di Krasic o quello di Quagliarella?
“Sicuramente sono buoni giocatori tutti e due, su questo non c’è dubbio. Krasic ha qualcosa in più di Quagliarella, ma comunque sono giocatori che alla Juventus possono fare un ottimo campionato, come stanno facendo”.

Krasic avrebbe fatto comodo anche alla sua Juve. Con Nedved a sinistra e Krasic a destra ci saremmo divertiti…
“Ma noi non avevamo molto spazio. Sarebbe stata una bella riserva”.

Non avrebbe trovato spazio? Magari al posto di Camoranesi. Lui è più attaccante di Camoranesi…
“C’è una bella differenza tra il gioco che facevamo noi con Camoranesi e quello con Krasic…La Juventus per esaltare Krasic deve giocare in contropiede, noi invece eravamo sempre nell’area di rigore avversaria. Questo è un cambio di gioco che esalta Krasic, mentre il nostro era un gioco d’attacco che ci portava sempre nei sedici metri avversari e lui non avrebbe trovato spazio”.

Cosa sogna di trovare sotto l’albero? Oltre alla serenità per la sua famiglia, sotto il profilo umano e professionale…
“Questa è la prima cosa alla quale si possa aspirare in questi momenti. E’ anche la cosa a cui aspiro io, perchè ho dovuto lottare per più di quattro anni da solo per avere un riconoscimento di quello che dicevano non essere e che invece è. Quello che deve portare l’Inter a ridare lo scudetto. E questa per me è una grande vittoria. Una grande vittoria perchè non sono stato aiutato da nessuno e adesso meno male che è arrivato Andrea Agnelli e ha dato una spinta alla cosa. E speriamo che si possa chiudere”.

L’avvento di Andrea Agnelli ha assolutamente modificato l’atteggiamento della Juventus…
“Mi sembra proprio di sì. D’altra parte Andrea ci ha conosciuto, ha lavorato con noi, è anche il padre è stato con noi per dodici anni; sa benissimo quanto lavoravamo e quanti sacrifici facevamo, per cui essere additati per quello che non eravamo è una cosa che dspiace a tutti quanti”.

FONTE: TUTTOSPORT

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